
'O banculòtto 'e don Luìge

Banco del lotto a Napoli
'O banculòtto 'e don Luìge. A Torre, principalmente nelle strade al centro della città, si trovano le ricevitorie del lotto più frequentate dai torresi, speranzosi di poter avere un'esistenza migliore e meno afflitta dalla penuria di denaro. Molti di questi appassionati della cabala avevano l'abitudine di riunirsi in gruppi per elaborare un sistema fondato su calcoli atti a prevedere i numeri di prossima estrazione. Oppure per consultare, in occasione di sogni, episodi straordinari o fatti di cronaca nera, la famosa 'A smorfia, un libro contenente i numeri del lotto, con le rispettive attribuzioni. Gli appassionati del lotto giocavano biglietti con varie composizioni di numeri, anche se di solito puntavano su biglietti da tre o quattro numeri, scommettendo su ambo e terno. In un certo periodo degli anni trenta a Torre c'era un monaco laico, addetto alla questua, che veniva denominata 'O Signàto. Egli rappresentava, per i giocatori del lotto, una persona dai gesti divinatori. Così molti giocatori patiti del lotto lo seguivano ovunque per captare da qualche suo gesto o da qualche sua parola un significato da abbinare ad alcuni dei novanta numeri del gioco. Qualche volta riuscivano anche a vincere, ma chi vinceva sempre era il banco. Pertanto, spesso si diceva che Mussolini abbia affermato che il gioco del lotto altro non era che "la tassa del fesso".
A Torre, la ricevitoria più accorsata era quella ubicata nei pressi della Parrucchièlla, detta 'o Banculòtto 'e don Luìge, che aveva, per sua fortuna, una bella e prosperosa moglie; un'altra ricevitoria, anch'essa molto frequentata, era quella in piazza Croce. Poi vi erano i seguenti Banculòtte: al corso Vittorio Emanuele, di fronte al Bar Guidone, dove attualmente c'è il Vapoforno Guida; a vico Pontenuovo, quella gestita dalla famiglia De Bonis; un'altra al corso Vittorio Emanuele, di fronte all'attuale via Cavour; poi c'era quella di via Parini, cioè 'o Banculòtte 'e 'ncòpp' 'a Pruvulèra; ed infine c'era la ricevitoria di rònna Rosa, a Torre Centrale.
(Per gentile concessione: Torresette - autore: Antonio Giordano)